
Nel lavoro clinico ed educativo capita spesso di sentire dire:
“Ha problemi di memoria.”
Ma questa espressione è troppo generica.
Nei disturbi del neurosviluppo non esiste un unico tipo di difficoltà di memoria, ma profili diversi, con caratteristiche, bisogni e risorse differenti.
Comprenderli è fondamentale per costruire interventi realmente efficaci.
Non esiste “una” difficoltà di memoria
La memoria è composta da sistemi diversi.
Per questo motivo, due bambini con la stessa diagnosi possono avere funzionamenti molto differenti.
Ciò che conta non è l’etichetta, ma il profilo cognitivo individuale.
Profili frequenti nei disturbi del neurosviluppo
Vediamo alcuni pattern che si incontrano più spesso nella pratica clinica.
Fragilità della memoria di lavoro
È uno dei profili più comuni.
Si manifesta con:
- perdita del filo
- difficoltà a seguire consegne lunghe
- affaticamento rapido
- disorganizzazione
È frequente in ADHD, DSA e disturbi del linguaggio.
Fragilità della memoria a lungo termine
In questo profilo emergono difficoltà nel consolidamento.
Il bambino:
- impara lentamente
- dimentica facilmente
- fatica a recuperare le informazioni
È frequente nei DSA, nei funzionamenti borderline e nei disturbi intellettivi lievi.
Fragilità della memoria episodica
Riguarda l’organizzazione dei ricordi personali.
Può manifestarsi con:
- racconti poveri o confusi
- difficoltà a collocare eventi nel tempo
- scarsa contestualizzazione
È frequente nei disturbi dello spettro autistico e nelle fragilità linguistiche.
Difficoltà di integrazione tra i sistemi
In alcuni casi il problema non riguarda un singolo sistema, ma la loro integrazione.
Si osservano:
- conoscenze frammentarie
- scarsa visione d’insieme
- difficoltà di generalizzazione
- apprendimento poco flessibile
Il sapere resta “a pezzi”.
Il ruolo delle funzioni esecutive e dell’emotività
I profili di memoria sono fortemente influenzati da:
- attenzione
- pianificazione
- controllo emotivo
- motivazione
Ansia, bassa autostima e stress cronico possono amplificare le difficoltà mnestiche.
Per questo è essenziale una lettura globale.
Dalla diagnosi al progetto educativo
Conoscere il profilo di memoria consente di:
✔️ personalizzare la didattica
✔️ adattare le richieste
✔️ scegliere strategie mirate
✔️ prevenire il fallimento
✔️ sostenere l’autoefficacia
L’obiettivo non è “normalizzare”, ma valorizzare.
Interventi basati sul profilo
Alcuni esempi:
🔹 Fragilità WM → supporti esterni, riduzione carico
🔹 Fragilità LTM → riprese distribuite, consolidamento
🔹 Fragilità episodica → lavoro narrativo
🔹 Integrazione → mappe, collegamenti, sintesi
L’intervento nasce dalla comprensione.
Il valore della rete educativa
Il lavoro sui profili di memoria è efficace solo se coinvolge:
- famiglia
- scuola
- clinica
La coerenza degli adulti è un fattore protettivo.
In sintesi
- Nei disturbi del neurosviluppo non esiste “una” difficoltà di memoria.
- Esistono profili complessi, dinamici e modificabili.
- Comprenderli significa passare dal giudizio all’accompagnamento.






